A partire dalla prossima stagione calcistica, i tifosi di Milan e Inter potranno acquistare i biglietti e per la prima volta anche gli abbonamenti per seguire la propria squadra del cuore attraverso “un sistema paritario, trasparente e inclusivo che favorisca la partecipazione attiva e consapevole di tutti, nel rispetto dell’accessibilità e delle pari opportunità“.
Questa nuova modalità permette di superare il precedente sistema in cui ogni tifoso interessato doveva presentare domanda per ottenere un accredito specifico per ciascuna partita, attendendo poi la conferma in base alla disponibilità dei posti riservati. Si trattava di una procedura da ripetere ogni volta, senza avere la certezza di poter seguire tutte le gare della propria squadra. Il vecchio modello, dunque, rendeva l’esperienza frammentata, poco prevedibile e spesso frustrante, con criteri di assegnazione percepiti come poco chiari e lontani da una reale logica inclusiva.
Questo nuovo modello, frutto di un accordo tra i due club, il Comune di Milano e le associazioni di persone con disabilità attive sul territorio, segna una svolta positiva verso un calcio più inclusivo e accessibile. I posti riservati all’interno dello stadio di San Siro saranno disponibili a chi è in possesso di una certificazione di disabilità che attesti invalidità al 100%, disabilità grave o necessità di sostegno intensivo (ai sensi delle leggi 118/71 e 104/92).
Ogni titolo darà accesso sia alla persona con disabilità, sia al suo accompagnatore a tariffe agevolate: 350 euro per l’abbonamento stagionale alla serie A, 35 euro per i big match, 25 euro per le partite ordinarie, 10 euro per la Coppa Italia. L’intero ricavato sarà destinato a progetti dedicati all’inclusione e allo sport per tutti, tra cui il progetto “Generazione sport” del Comune di Milano.
“Penso che quello adottato sia un cambiamento importante e positivo: ci saranno criteri più oggettivi di assegnazione e per la prima volta le persone con disabilità saranno considerate tifosi a pieno titolo e non dovranno più leggere la scritta ‘omaggio’ sul biglietto”, commenta Anna Rossi, presidente Uildm Milano e Access capitain di AccessibAll, un’iniziativa internazionale nata nel 2009 con l’obiettivo di rendere gli eventi sportivi più accessibili alle persone con disabilità e che oggi collabora con club e federazioni per valutare le infrastrutture, offrire consulenza e sviluppare linee guida. Particolarmente importante, secondo Rossi, è la possibilità di acquistare un abbonamento per l’intera stagione: “Finalmente i tifosi con disabilità possono sentirsi veramente tali, parte di un gruppo che segue costantemente la propria squadra esattamente come tutti gli altri. Questo è un primo passo significativo verso una maggiore inclusione delle persone con disabilità agli eventi sportivi, e non solo, di cui c’è tanta necessità”.
Anna Rossi ricorda anche che questo è solo un primo passo: lo stadio di San Siro, al pari di molte altre strutture sportive in tutta Italia, ha ancora grandi problemi di capienza che non permettono di raggiungere la percentuale di posti previsti dalle normative dedicate all’accessibilità per le persone con disabilità. “Da questo punto di vista c’è ancora molto da fare sia a livello milanese sia a livello nazionale -spiega – per promuovere un cambiamento che garantisca davvero alle persone con disabilità il diritto di partecipare a un evento sportivo o culturale in condizioni di vera parità: dall’accesso agli spettacoli dal vivo alla visibilità. Aspetti che, purtroppo, presentano ancora molte criticità”.


