Centri per la Vita Indipendente: da che età si può iniziare?

Costruire un progetto di vita indipendente richiede tempo. Per questo avvicinarsi a un Centro per la vita indipendente già durante l’adolescenza può essere utile: scegliere, sperimentare e allenarsi all’autonomia fin da piccoli aiuta a costruire il futuro passo dopo passo.


Molti genitori si chiedono quando sia il momento giusto per rivolgersi a un Centro per la vita indipendente per accompagnare il proprio figlio o la propria figlia verso un percorso di autonomia. La risposta, almeno a Milano, è più aperta di quanto si pensi: non esiste un’età minima rigida, e iniziare durante l’adolescenza può fare una grande differenza.

Che cosa dice la normativa

Dal punto di vista normativo, la Legge Regionale 25/22 prevede l’accesso ai CVI a partire dai 14 anni. Il Decreto 62, invece, non fissa alcun limite di età verso il basso. Le porte dei Centri per la vita indipendente sono dunque aperte a tutti, senza particolari preclusioni anagrafiche.

“Nella nostra esperienza, quando si parla di minorenni, la maggior parte delle famiglie inizia a pensare al progetto di vita del proprio figlio con disabilità intorno ai 16-17 anni, quando si avvicina la fine della scuola“, spiega Annamaria Cremona, assistente sociale e referente dei Centri per la vita indipendente di LEDHA Milano.

Ed è comprensibile: finché il percorso scolastico è attivo, sembra che ci sia tempo per pianificare quello che succederà “dopo”.

Ma il progetto di vita non è qualcosa che si costruisce in fretta. Per fare scelte, bisogna conoscere. Per conoscere, bisogna essere aiutati a esplorare. E tutto questo richiede tempo.

Ha senso venire al CVI a 14 anni? Sì.

A partire dai 14 anni si può aprire un percorso formale al CVI: si avvia la presa in carico, si definiscono obiettivi concreti e si inizia ad attuare il progetto di vita.

Ma non è necessario aspettare i 14 anni per fare il primo passo. Anche prima è possibile prendere contatto: in questa fase non si apre ancora una presa in carico formale, ma si può già iniziare a impostare il percorso, capire la situazione attuale del ragazzo, raccogliere informazioni, orientarsi sui possibili passi futuri.

Per una famiglia, avvicinarsi al CVI in questa fase significa:

  • ricevere un orientamento su come costruire il futuro del proprio figlio,
  • avere rassicurazioni sui percorsi disponibili,
  • scoprire che anche una piccola scelta (come quella della scuola superiore) è già un primo passo nel progetto di vita.

L’allenamento alla scelta: perché iniziare da adolescenti

Uno degli aspetti su cui i CVI lavorano di più con i ragazzi è imparare a desiderare e a scegliere. Sembra scontato, ma non lo è: molti giovani con disabilità non hanno avuto occasione di allenarsi su questo, talvolta nemmeno nei piccoli gesti quotidiani.

Iniziare durante l’adolescenza permette di costruire questa capacità con calma, partendo dalle cose semplici: scegliere uno sport, decidere come trascorrere il tempo libero, imparare a prendere un autobus da soli. Competenze che sembrano banali, ma che sono la base di una vita adulta autonoma.

Questo vale per tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità.

Come funziona il percorso per un adolescente

Il primo passo è un incontro di conoscenza. Gli operatori dell’équipe cercano di capire com’è impostata la vita del ragazzo nel momento in cui arriva al centro: cosa fa, cosa gli piace, se vorrebbe fare di più o qualcosa di diverso.

Da lì, insieme a lui e alla sua famiglia, si inizia a costruire un quadro di desideri e obiettivi. Il lavoro non rimane sulla carta: se un ragazzo vuole provare uno sport, l’assistente sociale del CVI lo accompagna a vedere com’è di persona; se ha bisogno di imparare a muoversi in autonomia, gli operatori fanno i primi passi concreti con lui, mettendolo in contatto con la scuola e i servizi sociali.

Il percorso si svolge nei luoghi di vita della persona, perché sentirsi a proprio agio è il punto di partenza per qualsiasi cambiamento.

Il momento giusto è adesso. Ma da dove iniziare?

Se stai iniziando a chiederti come costruire il futuro di tuo figlio, il primo passo è semplice: una chiacchierata. Non è necessario sapere già cosa vuole. Puoi venire al CVI anche solo per capire cosa esiste e cosa è possibile: il percorso si costruisce insieme, a partire da lì.

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