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Coordinamento associativo della città di Milano
per i diritti delle persone con disabilità

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14/10/2016

Deducibilitā delle spese mediche, un pronunciamento dell'Agenzia delle Entrate

La direzione centrale ha stabilito che, ai fini della deducibilitā, sono da considerarsi valide sia le certificazioni in base alla legge 104, sia quelle di invaliditā rilasciate da altre Commissioni.

“La certificazione di disabilità rilasciata ai sensi della legge 104/92 è sufficiente a dimostrare che si ha il requisito per fruire della deduzione”. Lo ha stabilito l'Agenzia delle Entrate con una risoluzione (numero 79/E del 23 settembre 2016). Ma ai fini della deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione (art. 10, comma 1, lett. b, del  Tuir) – si legge sul testo della risoluzione - sono considerati “disabili”, sia le persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica prevista dalla legge 104, sia coloro che sono stati ritenuti “invalidi” da altre Commissioni.

Si tratta di un importante riconoscimento arrivato a seguito di una sollecitazione di LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità e del Centro servizi fiscali della Cgil di Milano. Le due associazioni, infatti, erano intervenute per chiedere alla direzione regionale “Lombardia” dell'Agenzia delle Entrate un chiarimento in merito a una situazione che si stava verificando in alcuni uffici.

A diverse persone con disabilità e loro familiari, infatti, un'Agenzia territoriale di Milano aveva contestato nei mesi scorsi la richiesta di deduzione di spese mediche generiche e di assistenza specifica. Affermando che queste spese potessero essere dedotte esclusivamente nel caso di persone con disabilità accertata in base alla legge 104 del 1992. E così, diverse famiglie milanesi, si sono trovate nella condizione di non poter dedurre le spese sostenute, oltre a dover pagare decine di migliaia di euro di multa.

Una situazione particolarmente grave per famiglie che già devono affrontare spese importanti e che – spesso – non possono contare su redditi elevati. A un familiare di una delle persone con disabilità coinvolte era già stato attivato il pignoramento di un quinto dello stipendio.
 “Siamo molto soddisfati di questo pronunciamento dell'Agenzia – commenta Alberto Fontana, presidente di LEDHA -. Che ha risposto in tempi brevi, coinvolgendo i massimi livelli, per dare una risposta alla nostra sollecitazione”.

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