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19/10/2015

Orientare la “Buona scuola” verso una scuola più inclusiva: il POF e i criteri per la valutazione degli insegnanti

Tra le novità introdotte dalla riforma della scuola (L.107/2015) c'è la possibilità per i genitori di svolgere un ruolo più attivo all'interno della vita dell'istituto. L'analisi di Armando De Salvatore.

Tra le novità introdotte dalla riforma della scuola (L. 107/2015), è stato ritagliato un ruolo ai genitori all'interno dell'iter di approvazione del POF (Piano dell'Offerta Formativa) e nel nuovo processo inerente la valutazione dei docenti. “Si tratta di due novità che non riguardano direttamente gli alunni e studenti con disabilità. Ma un maggiore coinvolgimento delle loro famiglie può incidere sulle attività della scuola per renderla più inclusiva e accogliente”, riflette Armando De Salvatore, dell'associazione “Alfa onlus” e membro del consiglio direttivo di LEDHA.

Partiamo dal POF. Questo documento rappresenta un po' il biglietto da visita delle scuole: è da qui che si possono ricavare molte informazioni circa il grado di accoglienza e attenzione per gli studenti con disabilità. È nel POF che si possono individuare le progettazioni di natura inclusiva curricolari o extracurricolari presenti in ogni scuola. A partire da quest'anno scolastico il POF avrà validità triennale (rivedibile annualmente) e sarà elaborato dal Collegio Docenti sulla base di indirizzi forniti dal Dirigente Scolastico.  I genitori in seno al Consiglio d'Istituto   – se non fossero soddisfatti – avranno la possibilità di rimandarlo al Collegio dei docenti per eventuali correzioni e integrazioni.  

Nel concreto, i genitori di alunni e studenti con disabilità possono in queste sedi fornire indicazioni  in senso di maggiore inclusione e accoglienza. Potranno sollecitare che tra i temi del POF dell'istituto frequentato dai loro figli:

1. Sia presente l'obiettivo di implementare l'accoglienza e l'inclusione per gli alunni con disabilità e per gli alunni con Bisogni specifici dell'apprendimento

2. Siano descritte le azioni che la scuola ha attivato (o si prefigge di attivare) per raggiungere questo obiettivo, compreso il coinvolgimento delle Associazioni per le persone con disabilità:
- nell'elaborazione del Piano Annuale per l'inclusività (PAI)
- negli incontri del Gruppo di lavoro per l'inclusione (GLI)
- negli interventi progettuali che riguardano i singoli alunni (PEI)

Altra novità è la partecipazione dei genitori al Comitato di valutazione dei docenti, composto dal dirigente scolastico, da tre insegnanti, da un membro esterno e da due genitori (designati dal CdI).  
L’articolo 11 della Legge 107/2015 descrive alcuni indicatori cui fare riferimento per la definizione dei criteri per la valutazione dei docenti tra i quali vi è: la qualità dell’insegnamento, il contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, i risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell'innovazione didattica e metodologica, la collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche, ecc.

Ognuno di questi punti dovrà essere declinato in sotto-criteri più specifici. “In questo caso sarebbe utile indicare tra i criteri per la valutazione dei docenti l'introduzione di strategie, progettualità e didattiche inclusive - spiega Armando De Salvatore - come indicato nelle Linee guida per l'integrazione scolastica del MIUR”. Come, ad esempio, l’adozione di strategie e metodologie favorenti l'inclusione, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo o il lavoro in coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta e la costruzione attiva della conoscenza, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici, di tecnologie facilitanti.
“Auspichiamo – spiega De Salvatore - che tra gli elementi che verranno indicati come qualificanti il lavoro del corpo insegnante e l'istituzione scolastica vi sia anche la progettualità didattica orientata all’inclusione e non solo le statistiche delle prove Invalsi.”

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